MATERNITÀ SURROGATA, SUI TETTI: NO A “FABBRICA” DI DONNE E BIMBI OGGETTO

Roma, 21 mar – “In questi giorni va formandosi un fronte variegato che vorrebbe legittimare fabbriche di donne-oggetto e di bimbi à la carte, per soddisfare il mercato in costante crescita dell’utero in affitto”. Commenta così Domenico Menorello, portavoce del network ‘Ditelo sui Tetti’, la polemica nata dopo l’attacco di Lucia Annunziata al ministro per la Famiglia, Eugenia Roccella, durante la trasmissione In mezz’ora. “L’idea di uomo che viene propinata da queste pulsioni – osserva Menorello – è in realtà l’idea di un non/uomo, che, se è ricco e di successo, tutto può e tutto diventa suo strumento, anche i propri simili: il risultato è la creazione di un sistema in cui prevale la legge del più forte come una clava contro i più deboli, relegati a semplici ‘cose’ rispetto al ‘diritto’ di turno. Lo ha raccontato in maniera esemplare sulla Stampa Lucetta Scaraffia, dando voce al disumano dolore di Consuelo, una giovane donna ispanica che ha venduto il figlio portato in grembo per conto di una coppia di gay per la somma di 15mila dollari. E stupisce che vi siano anche esponenti sedicenti liberali e cattolici che, nel cedere alla pressione delle lobby del politically correct, dimenticano che consentire una simile strumentalizzazione per legge significherebbe affermarne pubblicamente la positività. Ma vogliamo davvero reimmettere nella società tarli culturali che riavvierebbero i baratri antropologici di nuove schiavitù?”. E conclude: “Ha piuttosto ragione Stefano Fassina a chiedere che l’utero in affitto diventi reato universale, citando un’osservazione fatta da Antonio Gramsci nel 1918. E così dimostrando che c’è ancora lo spazio di un diverso ampio fronte, per fortuna radicato in culture diverse, per una sempre più necessaria resistenza per il valore della vita di tutti, soprattutto dei più fragili”.