“L’iniziativa di una azienda sanitaria veneta per la procedimentalizzazione del suicidio assistito e’ particolarmente grave – afferma in una nota Domenico Menorello,
coordinatore del network Ditelo sui tetti – perché interviene in concorrenza con l’ormai prossima legge dello Stato secondo le indicazioni della Consulta, e perché surrettiziamente finisce per contraddire sul piano comunicativo il voto del parlamento dei veneti, che ha bloccato l’ipotesi di una legge regionale. Inoltre introduce espressamente il compito di condurre a morte da parte di un servizio sanitario regionale. Ancor più preoccupante – continua la nota – è la sintonia tra questa iniziativa e le linee guida regionali, che sembrano condurre al progressivo trasferimento di malati anziani acuti negli ospedali di comunità o a contenere la diagnostica oltre una certa età. Solo il criterio della appropriatezza delle soluzioni per la cura dovrebbe invece regolare l’attività del servizio sanitario regionale. Il prossimo voto dovrà tenere conto di questa pericolosa deriva del governo regionale, chiedendo a tutti i candidati di pronunciarsi per la cura senza limiti di età, per le terapie palliative del dolore, per l’assistenza domiciliare h 24 delle persone affette da gravi disabilità”

